Il mercato dell’auto elettrica in Italia ha aperto il 2026 con il piede sull’acceleratore. Nel primo trimestre 2026 sono state immatricolate 37.836 auto elettriche a batteria (BEV), con una crescita del +64,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. È il decimo mese consecutivo di crescita per un mercato che, dopo anni di ritardo, sembra aver finalmente ingranato la marcia.
Abbiamo analizzato i dati mensili di Motus-E — l’associazione di riferimento per la mobilità elettrica in Italia — per capire cosa c’è dietro questi numeri: chi compra elettrico, quali modelli spingono le vendite e come si posiziona l’Italia rispetto al resto d’Europa.
Un primo trimestre in forte accelerazione
I volumi sono cresciuti mese dopo mese, con una quota di mercato delle auto elettriche salita dal 6,55% di gennaio all’8,63% di marzo. Su base progressiva (gennaio–marzo), la quota BEV del trimestre si attesta al 7,78%, in netto miglioramento rispetto al 2025.

Marzo 2026: il mese record
Il momento clou del trimestre è marzo 2026, che con 16.033 immatricolazioni BEV (+71,11% rispetto a marzo 2025) segna il record assoluto di sempre per il mercato elettrico italiano in un singolo mese. A trainare è stata la combinazione tra nuovi modelli a basso prezzo, incentivi e una domanda dei privati sempre più matura.
Chi guida la crescita: il boom dei privati
Il vero motore di questa svolta è il canale dei privati. Se nel 2025 le famiglie rappresentavano il 52,5% delle immatricolazioni BEV, nel primo trimestre 2026 questa quota è balzata oltre il 73%. A marzo, i privati hanno immatricolato 12.002 auto elettriche, con una crescita del +189% su base annua.

È un segnale importante: l’auto elettrica sta uscendo dalla nicchia delle flotte aziendali e del noleggio per entrare davvero nel mercato di massa, raggiungendo il consumatore finale. In controtendenza, i canali B2B tradizionali — noleggio a lungo termine, auto-immatricolazioni dei concessionari e aziendali — mostrano invece un calo strutturale.
I modelli più venduti: l’ascesa delle city-car accessibili
La classifica dei modelli racconta bene questo cambiamento. A dominare il trimestre è la Leapmotor T03, con 10.747 unità immatricolate nei primi tre mesi — quasi il triplo di tutto il 2025. Alle sue spalle un gruppo compatto guidato da Tesla Model Y, Citroën C3 e BYD Dolphin Surf.

Il filo conduttore è chiaro: le utilitarie e city-car elettriche a prezzo contenuto sono la leva che sta democratizzando l’elettrico. Modelli sotto i 25.000 euro che rendono il passaggio alla mobilità elettrica sostenibile anche per il primo acquirente.
La geografia della crescita: il Sud accelera
Il Nord-Ovest resta la prima area per volumi assoluti (9.781 immatricolazioni nel trimestre), seguito dal Centro. Ma il dato più interessante arriva dal Mezzogiorno: a febbraio la Campania ha registrato una crescita del +469% e la Sicilia del +419% su base annua. Il Sud e le Isole insieme valgono ormai quasi un terzo del mercato nazionale.

Anche il Centro Italia conferma il suo ruolo, con il Lazio che a marzo diventa la prima regione italiana per immatricolazioni BEV. Un dato che riguarda da vicino anche l’Umbria e le regioni limitrofe, dove la domanda di mobilità elettrica e di infrastrutture di ricarica è in costante aumento.
Il confronto con l’Europa: l’Italia recupera, ma resta indietro
Nonostante la crescita a doppia cifra, l’Italia rimane il fanalino di coda tra i grandi mercati europei. La quota BEV italiana del trimestre (7,3%) è ancora molto lontana dal 22% della Germania, dal 27,5% della Francia e dal 33,5% del Belgio.

Il gap con i principali paesi europei resta di quasi 20 punti percentuali. La buona notizia è che l’Italia sta crescendo più velocemente: il ritmo del +64,7% suggerisce che, con politiche di incentivo stabili e una rete di ricarica sempre più capillare, il divario può ridursi.
Cosa significa per chi vuole passare all’elettrico
Dietro questi numeri c’è una tendenza chiara: passare all’auto elettrica conviene sempre di più, soprattutto se abbinata a un impianto fotovoltaico e a una wallbox domestica. Ricaricare l’auto con l’energia prodotta dal proprio tetto è il modo più economico e sostenibile per fare il pieno, abbattendo il costo per chilometro.
Con l’aumento delle immatricolazioni cresce anche la domanda di punti di ricarica: in Italia si è passati da 70.272 a 73.047 punti in pochi mesi (+16% su base annua). Dotarsi di una soluzione di ricarica domestica, magari alimentata dal solare, significa non dipendere dalla rete pubblica e ricaricare comodamente a casa.
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Fonte dei dati: Motus-E — analisi di mercato 2026. Elaborazione grafica Emotion.
